Non sono bastate le numerose sentenze dei Tribunali Civili, delle Corti di Appello, dei TAR, un pronunciamento del Consiglio di Stato e una sentenza della Corte Costituzionale a fermare la pretesa della pubblica amministrazione (Agenzia delle Entrate) di fare cassa a tutti i costi a spese del comparto dei porti turistici italiani, anche richiedendo il versamento di sovracanoni demaniali non dovuti. Un atteggiamento che mette a rischio 2.225 posti di lavoro nella portualità turistica, gli introiti dei canoni demaniali versati all’erario da 24 porti turistici, un importante indotto sui territori e un serio danno non soltanto d’immagine per la ricettività turistica di tutto il Paese.