Secondo i dati preliminari dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (Unwto), con 102 milioni di visitatori stranieri registrati nel 2025, la Francia supera per la prima volta la soglia simbolica dei cento milioni e consolida il primato di destinazione più visitata al mondo.

La Spagna la incalza con numeri quasi equivalenti sugli arrivi, ma la surclassa sul fronte economico con oltre 100 miliardi di euro di entrate. L’Italia, terza forza del Mediterraneo, rimane fuori dal podio della resa finanziaria nonostante un patrimonio culturale e naturale senza rivali.
Il 2025 si chiude come l’anno più intenso della storia del turismo internazionale, gli arrivi globali hanno raggiunto 1,5 miliardi, con una crescita del 4% rispetto al 2024 e un recupero definitivo dai livelli pre-pandemia del 2019. Nel contesto europeo, il Mediterraneo si conferma il bacino più competitivo: le prime tre destinazioni del continente – Francia, Spagna e Italia – concentrano quasi un quarto di tutti gli arrivi internazionali mondiali.
Il dato francese non è solo quantitativo. I 102 milioni di visitatori del 2025 arrivano sulla scia diretta delle Olimpiadi di Parigi 2024, che hanno generato circa 11,1 miliardi di euro di impatto economico diretto secondo la stima del Comité d’Organisation Paris 2024. Ma la vera eredità non è nei flussi del mese olimpico è nella trasformazione infrastrutturale, nella riqualificazione dei trasporti pubblici della capitale, nel piano quinquennale di promozione turistica regionale che il Governo Macron ha adottato come parte integrante della strategia di competitività industriale France 2030.
Atout France ha operato nel 2024 con un budget di 86 milioni di euro, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Il piano di destagionalizzazione ha spostato quote significative di arrivi verso settembre-novembre, riducendo la pressione sulle città e aumentando la spesa media per soggiorno. La spesa pro capite del turista internazionale in Francia nel 2025 si attesta intorno ai 755 euro, contro i 620 euro del 2019.
La Spagna ha costruito nel tempo un modello che privilegia il valore sull’arrivo. Con una spesa media per visitatore che supera i 1.020 euro (dato Turespaña 2025) Madrid batte Parigi sul terreno che conta di più per la sostenibilità economica: la capacità di estrarre valore da ogni presenza. Il merito non è solo geografico o climatico, è il risultato di politiche attive di integrazione tra offerta balneare, urbana e culturale e di una governance della destinazione che opera su scala nazionale con coerenza decennale.
Il Piano turismo sostenibile dell’Horizon 2030 spagnolo ha allocato 3,4 miliardi di euro in fondi Pnrr per la riqualificazione delle destinazioni mature, la digitalizzazione dell’offerta e la formazione del capitale umano nel settore. Il risultato è visibile: la quota di turismo culturale sul totale degli arrivi è salita al 38%, e la durata media del soggiorno è di 9,4 notti, la più alta d’Europa occidentale tra le grandi destinazioni.
L’Italia registra nel 2025 circa 70 milioni di arrivi internazionali e un’entrata stimata intorno ai 50-52 miliardi di euro, con una spesa pro capite di circa 720 euro, in linea con la Francia, ma inferiore alla Spagna.
Il divario non è nei numeri assoluti ma nella struttura. Venezia ha accolto nel 2024 più di 13 milioni di visitatori, di cui circa il 60% in modalità escursionistica: arrivano, fotografano, partono. Roma è la terza città più visitata d’Europa ma la quota di turismo culturale fuori dai circuiti canonici rimane marginale. Il patrimonio diffuso – i 58 siti Unesco, i borghi, i paesaggi rurali – genera flussi episodici, non sistemici.
Il budget Enit per il 2024 è stato di circa 60 milioni di euro, meno di un quarto di Atout France, per un Paese con un patrimonio culturale riconosciuto come il più ricco al mondo per densità e varietà. Il Piano Strategico del Turismo 2023-2027 individua obiettivi ambiziosi – 90 miliardi di entrate entro il 2027 – ma sconta una frammentazione istituzionale che distribuisce le competenze tra Stato, Regioni e Comuni senza un vero coordinamento nazionale.

(Per maggiori informazioni: https://www.untourism.int/)