La Commissione ha proposto il 9 settembre l’Affordable Housing Act per sostenere gli Stati membri e le città nell'affrontare le questioni dell'accessibilità economica e della disponibilità di alloggi nelle aree soggette alle maggiori pressioni.

L'Atto sull'edilizia abitativa a prezzi accessibili introduce, per la prima volta, un quadro europeo comune per la valutazione delle misure in materia di edilizia abitativa che incidono sul mercato unico. La decisione se intervenire e quali misure adottare resta di competenza delle autorità preposte; le scelte di politica abitativa rimangono di competenza nazionale, regionale e locale. Le nuove norme sono concepite per aiutare le autorità competenti a individuare le "aree soggette a tensione abitativa" utilizzando una metodologia comune. Qualora le autorità scelgano di limitare l'uso degli alloggi, ad esempio per locazioni a breve termine o abitazioni sfitte, devono dimostrare che tale pratica contribuisce alla tensione abitativa locale e garantire che le misure adottate siano mirate, necessarie e proporzionate. Per quanto riguarda le locazioni a breve termine, qualsiasi misura deve concentrarsi su attività che riducono il patrimonio abitativo disponibile per l'uso a lungo termine, in particolare quando la loro portata, frequenza o natura commerciale aggravano la tensione abitativa. Prima di introdurre restrizioni, le autorità devono inoltre dimostrare che l'attività di locazione a breve termine ha avuto un impatto negativo significativo sull'accessibilità economica o sulla disponibilità degli alloggi per almeno tre anni e che misure meno restrittive non sarebbero altrettanto efficaci. Devono applicare e far rispettare il regolamento UE sulle locazioni a breve termine, compresi gli obblighi di registrazione e la rimozione o disattivazione degli annunci non conformi, e, ove disponibili, utilizzare i dati raccolti ai sensi di tale regolamento a supporto della propria valutazione. Le autorità adottano anche misure che incidono sull'acquisto o sull'uso di immobili residenziali, ad esempio per affrontare la questione delle seconde case o della prolungata inoccupazione. La legge sull'edilizia abitativa a prezzi accessibili fornisce inoltre un quadro più chiaro per tali interventi. Il provvedimento tutela la certezza del diritto e il legittimo affidamento: le condizioni legate all'acquisto non possono avere efficacia retroattiva, devono essere previste disposizioni transitorie adeguate e le misure riguardanti l'inoccupazione a lungo termine devono tenere conto di periodi giustificati di mancata occupazione. Per i residenti nelle aree sotto pressione, l'obiettivo è garantire che le misure adottate a livello locale siano più mirate, meglio fondate su dati concreti e periodicamente riesaminate, e che siano accompagnate da iniziative volte ad aumentare l'offerta abitativa. La proposta è corredata da una raccomandazione sull'accessibilità economica e sull'offerta di alloggi nelle aree soggette a tensione abitativa. Essa sostiene le autorità nei loro sforzi per incrementare l'offerta di alloggi nelle zone in cui è più necessario, anche attraverso procedure più rapide di pianificazione e autorizzazione per nuove costruzioni, ristrutturazioni e riconversioni di edifici, nonché agevolando gli investimenti. Le autorità sono inoltre incoraggiate a concentrare tali sforzi per aumentare l'offerta abitativa mediante piani di accelerazione dell'edilizia residenziale. La proposta legislativa passerà ora all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria. Parallelamente, la Commissione continuerà a collaborare strettamente con gli Stati membri e con tutte le parti interessate per attuare il Piano europeo per l'edilizia residenziale a prezzi accessibili.

(Per maggiori informazioni: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/en/ip_26_1792/IP_26_1792_EN.pdf)