La Iata prevede che per il 2025 la redditività sarà appena inferiore ai 40 miliardi di dollari, con un margine netto del 3,9% e per il 2026 si vede un aumento della redditività netta a 41 miliardi di dollari.
Questa situazione ha la propria radice alla voce costi, considerando che i fatturati continuano ad aumentare. Secondo un rapporto dello scorso anno i costi aggiuntivi sostenuti dall'industria aerea avrebbero superato gli 11 miliardi di dollari, di cui due terzi derivano da costi aggiuntivi di carburante e manutenzione, poiché il settore gestisce una flotta che, in media, è più vecchia di due anni rispetto alla media a lungo termine a causa dei ritardi nella consegna di nuovi aerei. Ma un peso decisamente maggiore è destinato ad avere il tema ambientale legato alle emissioni e alla necessità di passare a carburanti sempre più sostenibili. Si stima che l’industria aerea dovrà affrontare costi aggiuntivi di circa 60 miliardi di dollari fino al 2035 per rispettare questi obblighi. Sono ovviamente previsti finanziamenti per supportare i vettori. Ma c’è un altro ostacolo. Purtroppo, non si stanno facendo progressi sufficienti sul carburante per aviazione sostenibile. La produzione SAF ha raggiunto 1,9 milioni di tonnellate nel 2025, rappresentando solo lo 0,6% del consumo totale di carburante per jet. E questa è una revisione al ribasso rispetto alle nostre stime precedenti.
(Per maggiori informazioni: www.iata.org)
