Il travel retail si conferma un comparto in forte crescita, sostenuto da viaggiatori sempre più orientati all’esperienza e alla gratificazione personale secondo quanto emerge dalla ricerca “Il Travel Retail in Italia: numeri chiave, tendenze e ruolo per il sistema Paese”, realizzata da Nomisma per ATRI.
Un giro d’affari di 836 milioni di euro. Questo l’impatto economico di Airbnb sull’Italia minore. secondo il primo Osservatorio sul turismo diffuso in Italia, presentato da Airbnb e Teha Group.
Secondo quanto emerge dalla recente ricerca condotta da Trustpilot, la più grande piattaforma indipendente di feedback dei consumatori al mondo, dedicata al ruolo dell’Ai, della visibilità digitale e delle recensioni nel settore Travel & mobility, l’adozione dell’intelligenza artificiale nel travel è in crescita: più di 1 italiano su 3 utilizza strumenti di Ai, come chatbot o assistenti digitali, per pianificare i propri viaggi, e un ulteriore 28% dichiara interesse a farlo in futuro.
Contrariamente a quanto spesso si pensa, i social media hanno un’influenza limitata sulle scelte di viaggio degli italiani secondo una ricerca realizzata da Omio in collaborazione con YouGov, soltanto il 6% dei viaggiatori italiani sceglie la propria destinazione in base ai trend social o ai contenuti più popolari online.
A guidare le decisioni sono invece gli interessi personali, il passaparola e la ricerca di esperienze autentiche. Lo studio ha coinvolto 7.567 persone in Italia, Spagna, Germania, Regno Unito e Stati Uniti tra coloro che prevedono di viaggiare.
Le performance sono meno brillanti rispetto agli anni precedenti, ma nonostante il contesto complicato la fiducia degli imprenditori dell’hospitality non viene meno secondo quanto emerge dalla nuova edizione del “Barometro delle strutture ricettive italiane 2026”, realizzato da Booking.com e Statista, che fotografa aspettative, sfide e priorità degli operatori del settore.
Gli americani continuano a guardare all’Italia per l’estate 2026, ma con occhi diversi, la domanda dagli Stati Uniti resta infatti positiva, sostenuta dalla capacità aerea e dalla forza del prodotto Italia, ma il mercato appare più sensibile ai costi, e non solo: biglietti aerei, hotel, cambio euro-dollaro e overtourism stanno incidendo sulle scelte.
Secondo una prima indicativa anticipazione della nuova ricerca Travel Forward Data, Insights & Trends for 2026 di Phocuswright relativa al panorama della distribuzione turistica nel vecchio continente, il mondo dell’intermediazione online e offline è entrato in un periodo di relativa stabilità.
Le tensioni in Medio Oriente stanno influenzando in modo significativo le scelte di viaggio degli italiani per l’estate 2026 secondo un’indagine commissionata da Facile.it a Emg, circa 6,7 milioni di italiani hanno già deciso di non andare in vacanza, mentre 7,3 milioni non hanno ancora scelto se partire o restare a casa.
Saranno 36 milioni gli italiani che durante l’estate 2026 si concederanno almeno un giorno di ferie, con una netta preferenza per le mete nazionali e un ritorno del turismo di prossimità sotto l’effetto di guerre e rincari secondo quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione del via alle prime partenze per l’estate, favorite dalla fine delle scuole in tutte le regioni.
Per il Ministero degli esteri il turismo delle Radici è un turismo pregiato, perché di persone alto spendenti: vengono nei periodi meno congestionati e restano 10 giorni in media, vale a dire tre volte di più rispetto a un turista medio.