Il più lungo government shutdown della storia degli Stati Uniti, durato 43 giorni dal 1° ottobre al 12 novembre, ha generato perdite economiche stimate in 6,1 miliardi di dollari per il settore dei viaggi e comparti collegati.
Il dato emerge da un’analisi pubblicata da U.s. Travel Association, riportata da Business Travel review, realizzata in collaborazione con Tourism Economics. Durante il periodo di chiusura delle attività del governo federale degli Stati Uniti, gli Stati Uniti hanno registrato in media 88.000 viaggi in meno al giorno rispetto ai livelli normali. Le stime indicano 2,7 miliardi di dollari di perdite dirette legate ai viaggi, equivalenti a una riduzione dell’1,7% della spesa complessiva del settore nel periodo analizzato. A queste si aggiungono oltre 183,3 milioni di dollari di perdite dovute ai ritardi dei voli, oltre agli effetti generati da chiusure di attrazioni, incertezza dei viaggiatori e riduzione della fiducia e del reddito. Secondo l’analisi, il principale fattore di perdita è stato il crollo dei viaggi legati al governo federale. Le mancate spese per i viaggi aerei governativi sono stimate in quasi 1 miliardo di dollari, mentre quelle per i viaggi non aerei raggiungono circa 1,3 miliardi di dollari. Friedlander, autore del documento, ha sottolineato come gli shutdown colpiscano in modo sproporzionato un settore che sostiene 15 milioni di posti di lavoro negli Usa. Sul tema, emerge anche un ampio consenso politico e dell’opinione pubblica: secondo un sondaggio Ipsos di dicembre, quattro americani su cinque sono favorevoli a garantire lo stipendio a controllori di volo, addetti Tsa e personale Customs and Border Protection costretti a lavorare anche durante le chiusure del governo.
(Per maggiori informazioni:https://www.ustravel.org/)
