Secondo le ultime rilevazioni di Fundamental Business Insights (gennaio 2026), il mercato globale del turismo sportivo vale oggi oltre 918 miliardi di dollari, ma la proiezione al 2035 parla di una cifra da capogiro: 4,61 trilioni di dollari. In questo scenario l’Europa recita la parte del leone, detenendo quasi il 40% del mercato mondiale.

In Italia nel 2025 il segmento è cresciuto del 3,3%, contribuendo a un indotto turistico complessivo che il Wttc stima in 237,4 miliardi di euro. Con oltre 479 milioni di presenze stimate dal Ministero del Turismo, lo sport è diventato la calamita strategica per attrarre viaggiatori che non cercano più solo un hotel, ma una sfida.

Il 2026 è l’anno d’oro dell’Italia con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. Uno studio di Banca Ifis valuta l’impatto complessivo in 5,3 miliardi di euro. Di questi, 3 miliardi rappresentano il valore a lungo termine: infrastrutture, rigenerazione urbana e nation branding.

Se le Olimpiadi sono l’evento dell’anno, il calcio rimane il catalizzatore di masse. Lo sanno bene a Madrid o Londra, dove stadi come il Bernabéu o Wembley sono diventati destinazioni a sé stanti. Un dato su tutti: l’ultimo Clásico tra Real e Barça ha generato un indotto di 60 milioni di euro in una sola serata. Eppure, in Italia, stiamo assistendo a un sorpasso storico: quello del tennis. Grazie alla “generazione Sinner”, la Federazione Italiana Tennis e Padel ha superato i ricavi della Figc (230 milioni contro 200). Le Nitto Atp Finals di Torino e gli Internazionali d’Italia a Roma (360 mila biglietti venduti nel 2025) dimostrano che il viaggiatore-sportivo italiano è pronto a seguire i propri idoli ovunque, trasformando un torneo in un’occasione di vacanza premium.

Il turismo sportivo ha il potere magico di rendere “vicino” ciò che sembrava lontano. Lo dimostra il Giro d’Italia, che negli ultimi anni ha portato il marchio Italia da Gerusalemme a Budapest, fino a Durazzo. Ma lo dimostrano anche le Strade Bianche di Gaiole in Chianti o il cicloturismo nelle Fiandre e nelle Langhe. Qui lo sport diventa linguaggio: si vende il paesaggio attraverso la fatica della pedalata, intrecciando vino, cultura e outdoor.

Il turismo sportivo di domani, che sarà esplorato nei talk del Bit Mobility Forum, è un turismo che non lascia ferite sul territorio. È il turismo della “mobilità dolce”, dei sentieri recuperati e degli investimenti che restano alla comunità. I 3,5 miliardi di investimenti per Milano-Cortina sono destinati per l’87% a progetti permanenti: ferrovie, strade e riqualificazioni che sopravviveranno alle gare.

(Per maggiori informazioni: https://www.fundamentalbusinessinsights.com/; https://www.ministeroturismo.gov.it/; https://www.bancaifis.it/)