La domanda turistica internazionale per il primo semestre 2026 è attesa in moderata crescita, con l’Asia che si conferma il principale motore globale dell’inspirational travel.

E’ quanto emerge dalla nuova analisi di Mabrian, travel intelligence e tourism advisory partner globale, parte di The Data Appeal Company, basata sui comportamenti di ricerca dei voli internazionali e sulla capacità aerea prevista tra gennaio e giugno 2026.
Come già nel 2025, l’Asia consolida il proprio ruolo di traino della domanda turistica internazionale. Asia orientale e Sud-est asiatico rappresentano insieme il 31,7% della quota globale di travel intent.
L’Asia orientale pesa per il 16,3%, con Giappone, Corea del Sud e Cina come mercati chiave e con il Giappone primo driver di crescita, sempre più richiesto anche al di fuori delle gateway tradizionali, verso città come Fukuoka e Sapporo.
Il Sud-est asiatico raggiunge il 15,4% della domanda globale, guidato dal Vietnam, che rafforza il suo posizionamento come destinazione “bucket list”, insieme a Indonesia, Filippine e Cambogia.
Medio Oriente in crescita, Europa e Nord America rallentano.
Nel primo semestre 2026 l’Asia occidentale rafforza la propria posizione, raggiungendo l’8,9% della domanda internazionale e migliorando il risultato del 2025.
I Paesi del Gcc beneficiano anche di un incremento della capacità aerea internazionale del +3,6% su base annua. Jeddah e Riyadh (Arabia Saudita) e Doha (Qatar) figurano tra le top 10 destinazioni mondiali per crescita del travel intent, insieme a Tokyo, Seoul, Jakarta, Hanoi e Ho Chi Minh City.
Al contrario, Europa meridionale e Nord America mostrano una lieve flessione della domanda nel periodo analizzato, così come Asia meridionale e Nord Europa, un dato che va letto considerando che il semestre non include il picco dell’alta stagione estiva.
L’analisi segnala alcune aree di criticità. Nei Caraibi, le tensioni regionali di inizio gennaio hanno generato un indebolimento della domanda, in particolare dai mercati Usa ed Europa.
Tra gennaio e marzo 2026, la quota di domanda outbound dagli Stati Uniti verso i Caraibi scende dal 9,1% al 7,6%, con cali più marcati verso Caraibi messicani, Repubblica Dominicana, Giamaica, Aruba e Caraibi colombiani.
Diverso il quadro per l’Asia occidentale, dove, nonostante le recenti instabilità in Iran, la domanda resta stabile nel primo trimestre 2026, con un recupero a marzo sopra i livelli dello scorso anno.

(Per maggiori informazioni: https://datappeal.io/)