Il momento irripetibile, l’istante da vivere fino in fondo e l’emozione che resta scolpita nella memoria ma che non si potrà mai più rivivere.

Questo è il viaggio visto dai giovani secondo l’indagine realizzata da McKinsey & Skift. E così ad accaparrarsi la quota maggiore del budget di viaggio non è il comfort di viaggio o lo shopping: sono le esperienze il vero ‘motore’ della spesa per le nuove generazioni che si affacciano ora al mercato del travel.
Che il viaggio ‘esperienziale’ sia la tipologia in maggiore crescita è noto da tempo. Ma quello che sta accadendo è un’ulteriore evoluzione: è il viaggio in sé che conta, quanto se non più della meta finale. Le esperienze di viaggio genererebbero a livello globale oltre 1 trilione di dollari, ma la cifra potrebbe superare i 3 trilioni considerando tutte le attività e attrazioni.
Un mercato in cui emerge il ‘meaningful travel’: un viaggio che punta soprattutto su autenticità, consapevolezza e valore umano.
McKinsey, partendo da questo scenario, ha stilato i 7 ‘micro trend’ che guideranno il turismo nel 2026: uno strano vocabolario che però racchiude un’idea ben precisa di viaggio.
Si parte con il Soft reset o Souljourn, ovvero il bisogno di fermarsi, rallentare e ‘resettare’ la mente. Dunque, niente attività frenetiche o corse con il tempo. Il secondo trend è il “Puddling”, ovvero la ricerca di luoghi silenziosi, a contatto con la natura, oppure in borghi da riscoprire.
Si prosegue con gli “Hushed hobbies”, ovvero la ricerca di quelle attività ‘lente’ e a contatto con la natura come birdwatching, pesca o osservazione di insetti. Ma sarà importante anche lo “Star bathing”, l’osservazione delle stelle e del cielo notturno.
A salire alla ribalta sarà anche il “Cowboycore”, la tendenza che trasforma il mito del West in un’esperienza di viaggio autentica e immersiva, tra ranch ed escursioni a cavallo.
Molti sceglieranno invece la Blue e beige therapy, ovvero la ricerca del benessere che nasce dai paesaggi acquatici ma anche da quelli desertici.
Apparentemente divergente, ma in realtà in linea con lo spirito, è il “Grand Gatherings”, ovvero la predilezione per i ‘raduni’ (di amici, famiglie, compagnie) che, dopo gli anni dell’isolamento, riportano in primo piano la dimensione sociale del viaggio. Ma sempre all’insegna della lentezza. Perché, al giorno d’oggi, il vero lusso è avere tempo da passare insieme.

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