Il 2026 si prospetta come un anno di riflessione per il turismo mondiale a lungo raggio. Secondo il nuovo Long-Haul Travel Barometer 1/2026, pubblicato dalla European Travel Commission (Etc) e Eurail i viaggiatori globali stanno adottando un approccio più prudente, condizionato da budget più ristretti e una gestione più oculata del tempo.


I dati indicano una flessione nelle intenzioni di viaggio verso destinazioni lontane: il 59% degli intervistati dichiara di aver pianificato un viaggio intercontinentale nel corso del 2026, segnando un calo del 5% rispetto allo scorso anno. L’interesse specifico per l’Europa segue questa tendenza, attestandosi al 42% (-3%), con variazioni significative a seconda del mercato di provenienza. La Cina (59%) e il Brasile (54%) rimangono i mercati più entusiasti verso il Vecchio Continente. Al contrario, l’Australia registra il calo più netto (-7%), con i viaggiatori che preferiscono mete più vicine nel Sud-Est asiatico. Anche negli Stati Uniti la domanda si è ammorbidita (34%) a causa delle incertezze economiche e dei timori di recessione.

In un contesto globale incerto, l’Europa può contare su un asso nella manica: la percezione di essere un “porto sicuro”. La sicurezza è diventata il criterio principale nella scelta della destinazione per il 51% dei viaggiatori, un dato in forte crescita rispetto agli anni precedenti. L’Europa è classificata al primo posto a livello mondiale per stabilità politica, sicurezza personale e assenza di rischi naturali. Questo primato è particolarmente sentito dai viaggiatori cinesi, che vedono nel territorio europeo una garanzia di affidabilità rispetto ad altre aree geografiche.
Il report evidenzia un cambiamento profondo nelle abitudini dei turisti internazionali. Cresce l’interesse per il viaggio lento, che passa dal 22% al 26% nelle preferenze. Se il cibo resta la voce principale nel budget dei turisti, l’interesse per lo shopping è crollato drasticamente, specialmente tra i cinesi (passando dal 66% al 51%). I viaggiatori si allontanano dai classici tour “tutto compreso”. Cresce la domanda di pacchetti parziali, che offrono un equilibrio tra assistenza e autonomia, mentre americani e australiani preferiscono prenotazioni totalmente indipendenti. Infine, seppur ancora una nicchia, l’interesse per il wellness è in aumento (+3%), sempre trainato dal mercato cinese.

L’Europa continua a distinguersi come una destinazione affidabile, ben posizionata per rispondere a una domanda in evoluzione che cerca viaggi più flessibili ed esperienziali. La sfida per il futuro sarà attirare il “giusto viaggiatore”: colui che viaggia in modo responsabile, soggiorna più a lungo e contribuisce direttamente all’economia locale. Con l’aumentare dell’incertezza globale, l’identità dell’Europa come destinazione colta, sicura e sostenibile sembra essere la sua migliore polizza assicurativa per il 2026. 

(Per maggiori informazioni:https://etc-corporate.org/)