Secondo diversi operatori, la domanda nel mercato family nel 2026 procede più lentamente rispetto allo scorso anno, anche a causa delle tensioni geopolitiche che stanno incidendo sulla fiducia dei viaggiatori.
Il rapporto qualità-prezzo è diventato il fattore decisivo, mentre la concentrazione della domanda su destinazioni percepite come più sicure, soprattutto nel Mediterraneo, sta contribuendo a far salire ulteriormente i prezzi.
Alcune mete tradizionalmente considerate convenienti, come la Turchia, non rappresentano più una soluzione economica di ripiego mentre aumenti significativi negli ultimi due anni hanno interessato anche Grecia e Spagna. Il risultato è uno scollamento crescente tra i budget delle famiglie e i prezzi di mercato.
Per contenere la spesa, molte famiglie stanno modificando le proprie abitudini di viaggio. Alcune anticipano la partenza all’inizio di luglio o scelgono i mesi di spalla, altre valutano destinazioni più accessibili come Tunisia, Marocco o Bulgaria.
Crescono inoltre le soluzioni di compromesso, come soggiorni più brevi o formule self-catering al posto dell’all inclusive.
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