Dall'incontro organizzato il 30 marzo da Centromarca, a Milano, dal titolo “AWAY 2026 - Scenari, nuovi riti e opportunità per la marca nei consumi fuori casa” è emerso come il conflitto in Iran stia producendo effetti tangibili sulle catene di approvvigionamento rendendo più difficile per le imprese pianificare le proprie attività come ha dichiarato il presidente di Centromarca, Francesco Mutti, davanti a 200 manager dell'industria e del retail.
Criticità che si riflettono sui consumi, e in particolare sul turismo e il canale horeca, che più di altri, reagiscono in modo immediato all'evoluzione del contesto economico. L'analisi presentata da Bruna Boroni, direttore Industry Afh TradeLab, evidenzia performance particolarmente polarizzate. Mentre le catene (+1,1%) e la ristorazione (+0,6%) mostrano una crescita delle visite lievemente positiva, segnali negativi arrivano dai bar diurni (-2,7%) e serali (-2,9%), con crolli più marcati per take away (-4,2%) e food delivery (-4,4%). La GenX (-5,6%), registra la maggior difficoltà, Millennials (-1,3%) e GenZ (-0,3%) contengono la riduzione delle visite; al contrario, i Baby Boomer si confermano il motore di crescita (+3,0%). Anche il turismo gioca nella partita un ruolo rilevante. Lo ha sottolineato, nel suo intervento, il direttore generale di Federturismo Confindustria, Antonio Barreca, ricordando che nel 2024 l'Italia ha registrato un record storico di 458,4 milioni di presenze turistiche (+2,5% sul 2023), con una spesa complessiva di 185 miliardi nel 2025, di cui 55-65 miliardi destinati alla ristorazione. Per l'industria di Marca è decisivo il profilo del turista, che genera scontrini nel fuori casa del 20-40% superiori ai residenti, mostrando forte propensione a prodotti premium come vini DOCG e tipicità locali. Ogni euro speso dal turista attiva un moltiplicatore economico di 0,6-0,8 euro lungo l'intera filiera, trasformando la domanda turistica in valore strutturale per il Paese.
(Per maggiori informazioni: b.ongaro@federturismo.it)
