Nel 2026 sono 18 milioni gli italiani coinvolti in esperienze enoturistiche, con una crescita di 4,5 milioni rispetto al 2024 secondo i dati, presentati da Roberta Garibaldi, presidente di Aite, che evidenziano come il 90,4% degli italiani partecipi ad attività legate al vino.
Negli ultimi tre anni la partecipazione alle visite nei luoghi di produzione è passata dal 60% del 2021 al 77% del 2025. Per la prima volta, l’esperienza più diffusa è la visita a una cantina a conduzione familiare, seguita dall’acquisto di vini a prezzi vantaggiosi. Un dato che conferma il peso crescente della relazione umana anche in un contesto sempre più digitalizzato.
Aumentano le degustazioni in cantina (+15 punti percentuali), con una domanda orientata all’abbinamento cibo-vino. Parallelamente, cala il numero di cantine visitate durante lo stesso viaggio (-12% rispetto al 2024): la cantina diventa una tappa all’interno di itinerari più ampi e non più l’unica motivazione del viaggio.
Tra i driver di fidelizzazione emergono l’accoglienza e la professionalità (68%), la facilità di prenotazione (66%) e la capacità di offrire esperienze nuove (64%). La prossimità geografica incide sulle scelte (65% per la destinazione, 63% per la cantina), mentre l’intelligenza artificiale si afferma come leva strategica per personalizzazione, sostenibilità e servizi operativi. Secondo Phocuswright, il 56% dei turisti americani utilizza già l’AI per ispirare i viaggi, a fronte di un’offerta ancora limitata (2,8% degli operatori con competenze specifiche).
Il 36% dei turisti sceglie esperienze sotto i 20 euro, il 31% tra 21 e 40 euro, mentre il segmento premium oltre i 60 euro vale il 18%. La vendemmia turistica mostra margini di crescita, con solo il 14% disposto a spendere tra 40 e 60 euro.
Occorre evitare strategie di aumento dei prezzi senza adeguata qualità, il 63% dei turisti considera il costo elevato un limite alla visita.
(Per maggiori informazioni: https://www.associazioneitalianaturismoenogastronomico.it/)
