Secondo il quadro riportato dall’Osservatorio nazionale 2026 stilato dall’agenzia Jfc la city tax all’italiana fa passi da gigante: 24 Comuni in più rispetto al 2025, per un totale di 1.411 amministrazioni, e un gettito complessivo raddoppiato in cinque anni, da 628 milioni a più di 1,2 miliardi di euro previsti nel 2026, passando per gli oltre 1,1 miliardi del 2025. I maggiori rincari si sono registrati a Milano, grazie all’effetto Olimpiadi, e a Lazise, perla del Lago di Garda.
Per la prima volta la tassa di soggiorno viene applicata in queste città: Avellino, Latina, Scandicci, Foligno, Aprilia, Moncalieri, Treviglio, Santa Sofia, Entracque, Borgomanero, Citerna, Altopascio, Sassuolo, Chiesina Uzzanese, Tavernola Bergamasca, Casciana Terme-Lari, Ponte San Nicolò, Acerra, Sinnai, San Donà di Piave, Portogruaro, Fossano, Trani e Bisceglie.
Jfc rileva che, a partire dal 1° gennaio scorso, 53 amministrazioni hanno incrementato le tariffe che in alcuni casi si avvicinano ai massimi consentiti dalla legge, compresi tra i 5 e i 10 euro a notte a seconda dei Comuni.
E poi c’è il fattore rincari, che riguarda soprattutto i capoluoghi di provincia. La regina è Milano: con i Giochi invernali tassa raddoppiata limitatamente al 2026.
L’aumento non è solo a Milano ma coinvolge anche Napoli, Torino, Catania e Perugia, Bolzano, Livorno, Imperia, Salerno, Trieste, Olbia, Lecce, Oristano e Campobasso.
Il focus dell’Osservatorio parla di city tax più salata anche in centro medio-piccoli come: San Candido, Jesolo, Sanremo, Assisi, Castelsardo, Arona, Alghero, Diano Marina, Santa Margherita Ligure, Spoleto e Porto Sant’Elpidio. E ancora: Terrasini e Cassino, Meta, Castelfiorentino, Portopalo, Reggello, Barano d’Ischia, Cetona, Casamicciola Terme e le Unioni di Comuni, dalla Montana Valle Maira alla Montana Feltrina.
In ascesa non solo l’entità del balzello, ma anche il raggio d’azione. Nel 2026 piccoli Comuni come Minori, in provincia di Salerno, hanno autorizzato l’applicazione della tassa di soggiorno per 12 mesi, allungando la validità oltre la stagione prettamente turistica. Il
Lazio è in vetta alla graduatoria delle regioni: nel 2025 la tassa di soggiorno ha generato più di 300 milioni, oltre 1,6% in più in confronto al 2024. Segue la Lombardia, con un incasso di 158 milioni, ma al primo posto in termini percentuali, 37,8%. Quindi Toscana e Veneto, con entrate pari rispettivamente a 136 e 117 milioni, entrambe in crescita dell’11%.
Roma si conferma prima tra le città d’arte: nel 2026 sono previste entrate pari a circa 288 milioni, in linea con gli ultimi anni. Milano a quota 110 milioni, con un poderoso balzo del 43% in confronto al 2025. Poi Firenze con 82,7 milioni, davanti a Venezia, che per la prima volta inverte la tendenza degli incassi in calo a 38,6 milioni, tre punti in meno sull’anno precedente.
E poi c’è il “caso” Lazise, sul lago di Garda, con i parchi divertimento di Gardaland, Movieland e Canevaworld. Ebbene, nel 2025 gli incassi sono saliti del 60%, raggiungendo quota 3,6 milioni. L’incremento interessa anche la vicina Bardolino, così come Caorle, Cervia e Cavallino Treporti tutte con entrate raddoppiate in un anno. Più tenue la crescita nelle località alpine, che non vanno oltre il 10%.
L’effetto Golfo potrebbe farsi sentire anche sul fronte city tax nel 2026. In caso di stabilizzazione della situazione geopolitica entro aprile, lo Jfc stima un gettito complessivo pari a 1,2 miliardi, l’11% in più rispetto al 2025.
Le cose, però, cambierebbero in caso di prolungamento del conflitto, che potrebbe scoraggiare molti turisti dal Medio Oriente a venire in Italia per le vacanze. Se la guerra finisse in estate, il gettito si fermerebbe a circa 1,1 miliardi, 1,8% in meno rispetto al 2025.
(Per maggiori informazioni: https://www.jfc.it/category/osservatorio-sulla-tassa-di-soggiorno/)
