Secondo i dati del Wttc, le destinazioni colpite da incidenti legati alla sicurezza registrano spesso tempi di recupero più rapidi, in alcuni casi anche entro due mesi, mentre il 92% delle destinazioni colpite da shock riesce a recuperare completamente i volumi turistici.
Il rallentamento arriva infatti in un momento particolarmente positivo per gli Emirati Arabi Uniti. Secondo i dati ufficiali riportati da IndexBox, il Paese ha superato nel 2025 quota 32 milioni di ospiti nelle strutture alberghiere, in crescita del 5,1% rispetto all’anno precedente.
I ricavi degli hotel hanno raggiunto i 49,21 miliardi di dirham (circa 13,4 miliardi di dollari), con un aumento del 9,7% sul 2024. Gli Emirati contano oggi oltre 1.240 hotel e circa 217mila camere, mentre il tasso di occupazione ha toccato il 79,5%, tra i più elevati al mondo. Complessivamente, le notti alberghiere hanno raggiunto quota 100 milioni, confermando Dubai come uno degli hub turistici globali più performanti.
L’escalation tra Iran e Stati Uniti ha però rapidamente modificato il sentiment internazionale. Secondo quanto comunicato da Dubai Airports, il traffico passeggeri del primo trimestre ha registrato un calo di almeno 2,5 milioni di viaggiatori rispetto allo stesso periodo del 2025, con il solo mese di marzo segnato da un crollo del 66% dei passeggeri mentre molti turisti sceglievano di evitare il Golfo.
La crisi ha avuto un impatto diretto anche sull’hospitality locale, con chiusure temporanee di hotel, rallentamento delle prenotazioni e tagli occupazionali che hanno colpito una delle economie più dipendenti dal turismo internazionale.
Nel tentativo di rilanciare rapidamente il settore, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la revoca delle restrizioni aeree introdotte durante la fase più critica del conflitto.
Nonostante il contraccolpo, Dubai continua a puntare sulla propria capacità di reazione. La città mantiene infrastrutture turistiche tra le più avanzate al mondo, una forte connettività internazionale e un brand globale che negli ultimi anni ha saputo trasformare gli Emirati in una piattaforma strategica tra Europa, Asia e Medio Oriente.
(Per maggiori informazioni:www.wttc.org)
