L’industria turistica italiana si trova di fronte a un consumatore sempre più consapevole, che non si accontenta di una stanza confortevole ma esige un legame profondo con il luogo che lo ospita, secondo quanto emerge dallo studio condotto da YouGov per Aries Group, basato su un campione di 1.008 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne italiana.


I risultati mostrano una tendenza inequivocabile: quasi 2 italiani su 3 (63%) considerano gli elementi legati al territorio come un fattore determinante nella scelta di un hotel. Sebbene il 57% consideri ancora l’hotel un luogo di soggiorno con servizi, una quota crescente lo vede come una porta d’accesso alla cultura locale (30%) e un luogo dedicato al benessere e alla rigenerazione (28%). La ricerca evidenzia come il rapporto tra hotel e cliente stia cambiando radicalmente. Oltre la metà dei rispondenti (55%) dichiara esplicitamente di non cercare solo un posto dove dormire, ma un luogo che aiuti a capire il contesto circostante. Questo desiderio di autenticità ha un impatto emotivo enorme: il 75% degli italiani si sente più coinvolto in un soggiorno quando l’hotel racconta e interpreta il territorio in modo autentico. Non è solo un vezzo narrativo, è una necessità percepita dal 72% del campione, che vede positivamente l’hotel nel ruolo di curatore.
I dati ci dicono che valorizzare il territorio produce ricchezza. Il 70% dei cittadini è convinto che gli hotel che attivano collaborazioni locali abbiano un impatto economico reale sulla comunità. E la disponibilità a pagare lo conferma: oltre il 40% degli italiani è disposto a sborsare una cifra extra per soggiornare in una struttura che valorizzi attivamente il territorio. Nello specifico, il 26% accetterebbe un sovrapprezzo fino al 5%, il 14% tra il 5% e il 10%, e un 3% di alto spendenti andrebbe oltre il 10%. Un altro aspetto rilevante dello studio riguarda la percezione delle strutture nate da riqualificazione, il cosiddetto “upcycling”. Il 67% degli intervistati ammette di apprezzare di più l’esperienza se l’hotel è ricavato da un edificio riqualificato con una storia preesistente.
La ricerca YouGov mette poi in luce il tema della decompressione dallo stress quotidiano, diventato ormai una priorità per il viaggiatore moderno. Quasi l’80% degli intervistati cerca nell’hotel una soluzione alla sovrastimolazione. Il 64% concorda che un soggiorno in hotel aiuti a disconnettersi. Gli elementi chiave per questo processo sono la qualità del sonno, citata dal 62% del campione, seguita dalla presenza di spazi verdi (51%) e dal silenzio (50%). Per il 46% degli italiani, la capacità di un hotel di offrire soluzioni di ‘disconnessione’ è ormai un criterio di scelta imprescindibile. Questi dati indicano chiaramente che il mercato premierà gli operatori capaci di bilanciare suggestioni locali e protezione della quiete individuale.

(Per maggiori informazioni:https://www.ariesgroup.it/; https://yougov.com/it-it)