La guerra in Medio Oriente e il forte aumento del costo del carburante stanno ridisegnando le prospettive economiche del trasporto aereo mondiale.

Secondo le nuove stime diffuse da Iata, le compagnie aeree globali chiuderanno il 2026 con un utile netto complessivo di 23 miliardi di dollari, circa la metà rispetto ai 45 miliardi del 2025 e molto al di sotto dei 41 miliardi previsti in precedenza.
Anche il margine netto è destinato a ridursi sensibilmente, passando dal 4,2% del 2025 al 2% nel 2026, mentre l’utile per passeggero trasportato scenderà da 9,10 dollari a 4,50 dollari. L’intero settore sta subendo l’impatto dell’impennata dei prezzi del jet fuel, aumentati del 70% rispetto allo scorso anno. Una parte dei maggiori costi viene recuperata attraverso l’aumento delle tariffe e il miglioramento dell’efficienza operativa ma non abbastanza da mantenere i livelli di redditività del 2025.
Nonostante il peggioramento della redditività, il settore continua a crescere in termini di fatturato. I ricavi complessivi dovrebbero raggiungere 1.165 miliardi di dollari nel 2026, in aumento del 9,4% rispetto ai 1.065 miliardi del 2025.
I passeggeri trasportati sono attesi a 5,1 miliardi, con una crescita del 2,4%, mentre il coefficiente di riempimento degli aeromobili dovrebbe toccare un nuovo record dell’84%, contro l’83,5% del 2025.
Tuttavia, la crescita dei ricavi non riuscirà a compensare l’incremento dei costi operativi, previsti in aumento del 13% fino a 1.117 miliardi di dollari. Il risultato operativo dovrebbe fermarsi a 48 miliardi di dollari, contro i 76,4 miliardi registrati nel 2025.
La voce che pesa maggiormente sui conti delle compagnie è quella energetica. I costi del carburante sono attesi in crescita da 252 miliardi di dollari nel 2025 a 350 miliardi nel 2026, pari a un incremento vicino al 40%. Il prezzo medio del brent dovrebbe attestarsi a 95 dollari al barile, rispetto ai 69 dollari dello scorso anno, mentre il jet fuel salirà da 90 a 152 dollari al barile, con un aumento prossimo al 70%. Di conseguenza il carburante arriverà a rappresentare il 31,4% dei costi operativi totali, contro il 25,4% del 2025.
A questi si aggiungono gli oneri legati alla sostenibilità. I costi di conformità al programma Corsia sono stimati tra 1,2 e 1,6 miliardi di dollari mentre l’acquisto di Saf genererà una spesa aggiuntiva di circa 4,3 miliardi di dollari nel 2026.
I ricavi da biglietteria dovrebbero raggiungere 839 miliardi di dollari, in crescita del 9,2% rispetto ai 768 miliardi del 2025. L’incremento riflette l’aumento delle tariffe, con i rendimenti medi passeggeri previsti in crescita del 7%.
In forte sviluppo anche i ricavi ancillari, attesi a 165 miliardi di dollari (+12,6%), che per la prima volta dal 2019 supereranno il contributo economico del cargo.
Il trasporto merci dovrebbe invece generare 162 miliardi di dollari di ricavi, con una crescita del 7,2% rispetto ai 151 miliardi del 2025. I volumi cargo raggiungeranno 71,7 milioni di tonnellate, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente (+0,2%)
Dal punto di vista geografico, tutte le regioni del mondo dovrebbero rimanere in utile, pur con risultati inferiori alle precedenti previsioni. L’eccezione è rappresentata dal Medio Oriente, dove le compagnie aeree sono attese in perdita a causa delle interruzioni operative e della debolezza della domanda provocate dal conflitto.
I vettori del Golfo stanno riuscendo a mantenere elevati livelli di connettività nonostante la quasi totale chiusura dello spazio aereo verificatasi all’inizio della guerra ma gli impatti finanziari restano inevitabili.
A complicare ulteriormente lo scenario contribuiscono i persistenti problemi della supply chain aeronautica. Gli ordini di nuovi aeromobili continuano a superare le consegne e il portafoglio arretrato mondiale ha raggiunto 18.100 aeromobili a maggio 2026, contro i 17.000 del 2024, equivalenti a oltre il 50% della flotta attiva globale.
La carenza di nuovi velivoli costringe le compagnie a mantenere in servizio aeromobili più anziani, aumentando costi di manutenzione e leasing e limitando le opportunità di crescita. Per la prima volta nella storia recente, inoltre, nel 2024 e nel 2025 si è arrestato il miglioramento dell’efficienza energetica della flotta mondiale.
Le prospettive economiche globali appaiono meno favorevoli rispetto al 2025. Iata prevede una crescita del Pil mondiale del 2,5%, in calo dal 3,4% dell’anno precedente. L’inflazione dovrebbe salire al 5% dal 4,1% mentre la crescita del commercio mondiale rallenterà all’1,9%, contro il 4,6% registrato nel 2025.
Un contesto che, secondo l’associazione, continuerà a mettere sotto pressione la redditività del trasporto aereo, pur in presenza di una domanda che resta resiliente e di livelli record di riempimento degli aeromobili.
Nonostante il rincaro dei biglietti, il trasporto aereo mantiene un elevato livello di consenso. Secondo Iata, la tariffa media reale di andata e ritorno sarà pari a 462 dollari, un valore ancora inferiore del 26,3% rispetto al 2016.
Da un sondaggio condotto nell’aprile 2026 su 6.500 viaggiatori in 15 Paesi emerge che il 97% si dichiara soddisfatto della propria ultima esperienza di volo. L’88% ritiene che il trasporto aereo migliori la qualità della vita e il 79% lo considera un buon rapporto qualità-prezzo.
La fiducia nel settore resta elevata anche sul fronte della sostenibilità. L’80% degli intervistati ritiene credibile l’impegno dell’industria verso l’obiettivo delle emissioni nette zero entro il 2050 e il 78% crede che sarà possibile volare in modo sostenibile.
Nonostante tutto, il 41% prevede di viaggiare di più nei prossimi dodici mesi e il 52% di mantenere invariata la propria attività di viaggio. Inoltre, il 91% considera il volo un mezzo sicuro. Cresce però l’attenzione ai rischi, con l’86% consulta gli avvisi governativi prima di prenotare e l’81% teme possibili disservizi legati ai conflitti internazionali. Tuttavia, il 68% afferma di non aver modificato le proprie abitudini di viaggio.

(Per maggiori informazioni: www.iata.org)