Le credenziali di viaggio digitali sono destinate a cambiare i controlli alle frontiere.

Secondo Juniper Research, entro il 2035 saranno utilizzate da oltre 1,2 miliardi di passeggeri nel mondo, contro i 105,4 milioni previsti nel 2027. La crescita supererà così il 1.000%. Le Digital travel credential (Dtc) sono versioni digitali dei dati contenuti nel passaporto, associate all’identità del viaggiatore e verificabili attraverso sistemi biometrici. Consentono di condividere in anticipo le informazioni necessarie ai controlli, con l’obiettivo di ridurre code, verifiche manuali e passaggi fisici alle frontiere.
A favorirne l’adozione sarà soprattutto la richiesta di esperienze di viaggio più rapide e senza interruzioni. Un’esigenza alimentata anche dalle difficoltà riscontrate con procedure come l’Entry/Exit System europeo, Ees.
Nel frattempo, i governi stanno lavorando a standard internazionali e sistemi nazionali di identità digitale, preparando l’estensione delle credenziali oltre le prime sperimentazioni.
La transizione sarà tuttavia graduale. Una credenziale interamente digitale e utilizzabile senza passaporto non dovrebbe essere disponibile su larga scala prima del 2040. Fino ad allora, il documento fisico resterà necessario.
La tecnologia è ormai in gran parte pronta e i test sul riconoscimento biometrico hanno già fornito risultati concreti. Il nodo principale riguarda ora la capacità degli Stati di coordinare norme, sistemi di frontiera e meccanismi di fiducia reciproca.

(Per maggiori informazioni: https://www.juniperresearch.com/)