Il turismo europeo continua a crescere, sostenuto da una base di viaggiatori internazionali sempre più ampia e dalla maggiore attenzione verso destinazioni meno conosciute, e dunque lontane dalle folle e immuni all’overtourism.
È quanto emerge da Travel Insights 2026: Focus on Europe, il nuovo rapporto realizzato da Amadeus in collaborazione con Un Tourism, che analizza i flussi aerei, le prenotazioni e le performance alberghiere registrate tra maggio 2025 e aprile 2026.
Nel periodo preso in esame, il traffico passeggeri verso le destinazioni europee è aumentato del 2,3% rispetto all’anno precedente, mentre l’occupazione alberghiera è cresciuta del 2%. Ancora più sostenuto l’incremento delle tariffe medie giornaliere degli hotel, salite del 7%, a conferma della capacità del mercato europeo di mantenere livelli elevati di domanda e redditività nonostante l’incertezza dello scenario economico e geopolitico.
Anche i dati di Un Tourism confermano il buon andamento del continente. Nel primo trimestre del 2026, gli arrivi turistici internazionali in Europa sono cresciuti del 4%, dopo il +5% registrato nell’intero 2025. L’Europa centro-orientale ha riportato l’aumento più marcato, pari al 6%, mentre Europa settentrionale ed Europa mediterranea meridionale sono avanzate entrambe del 4%. Più contenuta, ma comunque positiva, la crescita dell’Europa occidentale, pari al 2%.
Uno dei risultati più significativi riguarda il ritorno della domanda asiatica. Il Giappone si posiziona come il mercato di origine con la crescita più elevata nelle ricerche e nelle prenotazioni verso l’Europa.
Le ricerche effettuate dai viaggiatori giapponesi sono aumentate del 62% su base annua, traducendosi in una crescita del 19% delle prenotazioni. L’incremento interessa tutte le aree europee: +28% verso l’Europa centrale e orientale, +14% verso l’Europa meridionale e mediterranea, +10% verso l’Europa occidentale e +8% verso quella settentrionale.
Il rapporto evidenzia una progressiva diversificazione della domanda verso Paesi in grado di offrire esperienze culturali, naturalistiche e stagionali alternative rispetto alle mete tradizionali.
Tra le principali destinazioni europee, la Repubblica Ceca ha registrato un incremento delle prenotazioni del 18%, l’Islanda è cresciuta dell’11%. I dati suggeriscono una maggiore propensione dei viaggiatori verso city break culturali e soggiorni legati alla natura nell’Europa centrale e settentrionale.
Ancora più marcato l’aumento delle ricerche per alcune destinazioni emergenti: Uzbekistan e Tagikistan hanno entrambi riportato una crescita del 64%. Risultati positivi anche per Svizzera e Svezia, entrambe a +36%, seguite da Danimarca, +34%, Irlanda, +33%, Belgio, +32%, e Norvegia, +31%. Il rapporto non fornisce, nella sintesi pubblicata, un dettaglio specifico sull’Italia. La domanda sta mostrando «una crescente attrazione verso luoghi che conservano ancora il senso della scoperta», dalle destinazioni nordiche a quelle dell’Europa centrale.
(Per maggiori informazioni:https://amadeus.com/en; https://www.untourism.int/)
