Il traffico passeggeri sull’intera rete aeroportuale europea è aumentato del +2,6% nel primo semestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma c’è però, come evidenziato dal nuovo rapporto di Aci Europe, un netto rallentamento nel secondo trimestre (+1,3%) rispetto al primo trimestre (+4,3%), a causa dell’impatto della guerra in Medio Oriente, con una drastica riduzione del traffico nella regione e alcune compagnie aeree che hanno tagliato la capacità in risposta all’aumento dei prezzi del carburante per aerei.
Di conseguenza, e per la prima volta dalla ripresa dalla pandemia, il traffico passeggeri nazionale (+3%) ha superato quello internazionale (+2,5%) nel primo semestre.
Gli aeroporti sia del mercato Ue+ (Eu, Eea, Svizzera e Uk) (+2,6%) sia del mercato extra-Ue+ (Albania, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Georgia, Israele, Kazakhstan, Kosovo, Moldova, Montenegro, Nord Macedonia, Russia, Serbia, Turchia, Ucraina, Uzbekistan) (+2,5%) hanno registrato un aumento del traffico passeggeri simile nel primo semestre, con il mercato Ue (+3,2%) in testa alla classifica.
Gli europei continuano a privilegiare i viaggi aerei, mentre i nordamericani continuano a visitare il nostro continente in numero record quest’estate.
Guardando al futuro, la priorità immediata dell’Europa deve essere la risoluzione dei problemi relativi al sistema di ingresso/uscita Schengen. I lunghi, imprevedibili e inaccettabili tempi di attesa ai controlli di frontiera hanno iniziato a scoraggiare i viaggi e a minare la reputazione dell’Europa come destinazione efficiente e accogliente. Inoltre, l’evoluzione della guerra in Medio Oriente – e le sue ripercussioni sia operative sia macroeconomiche – determineranno in larga misura l’andamento del traffico aereo europeo per il resto dell’anno. L’aviazione europea opera sicuramente in un contesto molto più instabile rispetto al decennio precedente la pandemia.
(Per maggiori informazioni: https://www.aci-europe.org/)
