Il settore crocieristico accelera sulla transizione ecologica: in Europa, tra il 2018 e il 2025, il consumo medio di carburante per nave è sceso del 18,5% e le emissioni medie di CO₂ del 19,4% (dati Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima).
E’ quanto rileva il rapporto annuale Environmental Technologies and Practices 2026 diffuso da CLIA, che traccia la mappa tecnologica di una flotta mondiale composta da 327 navi (pari a circa 692mila posti letto e a oltre il 95% della capacità globale).
Le compagnie stanno investendo fortemente in nuovi combustibili, motori multi-fuel e tecnologie che rendono la flotta sempre più efficiente.
Dal report emerge che le navi predisposte per l’elettrificazione da terra (cold ironing) sono più che triplicate dal 2018, raggiungendo quota 193 unità (65% della flotta) e destinate a salire a 279 entro il 2039. Tuttavia, la disponibilità a terra rappresenta il principale imbuto infrastrutturale: nel mondo meno del 3% dei porti crocieristici (appena 41 scali) dispone di almeno una banchina elettrificata. Crescono contemporaneamente le navi dotate di motori multi-fuel (salite da 1 nel 2018 a 30 nel 2026, con proiezioni a 69 entro il 2039) e l’adozione del GNL, il cui impiego è passato dallo 0,3% al 6,9%. Sul fronte di bordo, il 98,7% delle navi produce acqua dolce in autonomia e 249 unità adottano sistemi avanzati di trattamento delle acque reflue (AWTS).
(Per maggiori informazioni: www.clia.org)
